Il diamante Salvadori

Il diamante Salvadori


...Ed è proprio qui, che qualsiasi innamorato, proveniente da qualsiasi parte del mondo, si ferma... chi per sognare, chi per celebrare con un diamante un vero e grande amore... Ma pochi immaginano il lungo viaggio che deve fare il "Diamante Salvadori", prima di poter brillare, "come il più abile dei seduttori", nelle sue vetrine...

Il viaggio inizia ad Anversa, nel Diamond Square Mile District, un complesso di massima sicurezza che si estende per oltre 3 Km quadrati. Qui arrivano più del 75% della produzione di diamanti grezzi mondiali e circa il 60% di quelli lavorati. Dalla miniera alla gioielleria i passaggi sono molto numerosi. Ad Anversa entrano solo diamanti con la certificazione del Kimberly Process, garantendone la lecita provenienza. Da sempre la Borsa dei Diamanti è in mano agli ebrei ortodossi. Ora è movimentata anche da Indiani, restano i fiamminghi ed i russi sono gli ultimi arrivati.

Le norme per essere ammessi come membri della Borsa di Diamanti sono rigide e selettive. Il principio su cui si basano è integrità commerciale e conoscenza professionale. Bisogna farsi presentare da altri tre soci che a loro volta garantiscono per l'eticità morale del futuro socio. In seguito si deve superare l'esame della commissione formata da altri due membri. La richiesta può essere comunque respinta, senza alcuna motivazione. Le controversie tra associati vengono risolte da un'altra commissione interna con due gradi di giudizio. La decisione finale, viene accettata e fatta propria anche dal giudice belga. Gli operatori che infrangono le regole sono fuori per sempre in tutto il mondo. Chi non paga o paga in ritardo, viene sospeso dal diritto di accesso alla Borsa e viene sancito con relativa foto visibile in tutte le Borse di Diamanti: Anversa, Tel Aviv, New York.

Con queste parole, altro non serve aggiungere per far conoscere la professionalità e moralità di Gabriele Pendini, Presidente della Salvadori S.p.A. e socio delle più importanti Borse di Diamanti mondiali, Anversa e Tel Aviv.

Il diamante Salvadori