Martedì 13 novembre, la grande acqua che invase Venezia

Martedì 13 novembre, la grande acqua che invase Venezia

Venezia è la gemma dell’alto Adriatico e come tale è ammirata e amata da tutto il mondo. Il suo essere città costruita letteralmente sul mare la rende tanto speciale quanto delicata e fragile.
Nei secoli, ha convissuto con questa sua peculiarità, traendone tutto ciò che potesse renderla la grandiosa Serenissima e, allo stesso tempo, cercando di prevedere le “sfide”che mare le sferrava.
Oggi Venezia sembra aver subito un colpo che l’ha fatta indietreggiare ma che non l’ha abbattuta.
Il mutamento della situazione climatica e i lavori di protezione della laguna ancora in fase di completamento da oltre 16 anni, hanno fatto sì che Venezia, lo scorso 13 novembre, conoscesse la seconda acqua alta più importante della sua storia.

Venezia, alle 22.50 di martedì scorso, a causa dei venti di scirocco, uniti al forte temporale e all’alta marea prevista, ha visto l’acqua alta toccare quota 187 cm, causando l’allagamento dell’80% della città. Una vera tragedia per tutti gli abitanti e i commercianti che hanno dovuto affrontare, nel bel mezzo della notte, una situazione critica.
I piani terra delle abitazioni e dei negozi sono stati completamente allagati e tutto ciò che non è stato possibile alzare è andato perso: elettrodomestici, attrezzature, articoli in esposizione e ricordi personali. L’acqua salmastra non ha risparmiato nulla e non basta che la marea scenda e tutto si asciughi per sistemare le cose. L’acqua, oltre ad essere salata, è anche mischiata a quella del sistema fognario della città, per questo ogni cosa deve essere pulita con attenzione e disinfettata.

La “tragedia” avvenuta la scorsa settimana nella nostra città e che ha colpito anche il nostro Atelier e le boutique Rolex e Panerai, ci ha fatto riflettere. Per anni ci siamo adoperati per la nostra Venezia, cercando di darle onore e renderla più bella agli occhi di chi arrivava appositamente per ammirarla. Oggi ci chiediamo chi si stia prendendo cura della sua fragilità e se, anche noi in primis, possiamo fare altro per garantire una lunga vita alla nostra Venezia.

L’augurio che oggi facciamo alla città, e che facciamo a noi stessi, è quello, dopo questo duro colpo, di rialzarci nuovamente e, grazie anche a tutti coloro che sono arrivati subito in nostro aiuto, di far splendere ancora la nostra amata Venezia.